Acisjf al Sud_16_1_2015

Acisjf nel segno del cambiamento

In corso a Roma l’assemblea nazionale. Sabato sarà eletta la nuova presidente nazionale.

12/10/2015  – «Sentimenti di viva gratitudine per il generoso impegno profuso al servizio delle giovani che vivono in situazioni di precarietà e di sofferenza ed esorta ad affrontare le nuove sfide del mondo di oggi, come il fenomeno migratorio, con nuova creatività»

«Acisjf ha sempre mostrato, nel corso della sua lunga storia, una rara capacità di interpretare la realtà e i suoi bisogni emergenti. Il suo impegno, attraverso la rete di solidarietà è la testimonianza aperta al mondo, accogliente e inclusiva, improntata al dialogo e alla ricerca dei valori comuni alla base della convivenza civile e della coesione sociale».

Sono queste alcune frasi tratte dai significativi messaggi rispettivamente di Papa Francesco e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la cui lettura ha aperto a Roma i lavori della 38esima assemblea dell’Acisjf in corso presso la Casa Maria Immacolata a Roma.

Sua Eccellenza mons. Domenico Mogavero, assistente ecclesiastico nazionale e vescovo di Mazara del Vallo nella sua riflessione iniziale ha sottolineato come anche il Santo Padre inviti a guardare all’accoglienza intesa come “prendersi cura” e non come atteggiamento di attesa: l’altro, il “diverso da me” ha bisogno di me. È necessario un atteggiamento attivo nei confronti delle sfide nuove che il mondo ci presenta.

Nella sua relazione la presidente Emma Cavallaro ha ricordato il positivo cammino fatto dall’Acisjf dagli inizi della sua presidenza (dicembre 1991) ad oggi: «Insieme alla capacità di adeguarsi alle mutate esigenze della società, tra le cose di cui vado fiera ci sono la nascita di tre nuovi comitati regionali, resa possibile grazie al sostegno della Fondazione con il Sud, la riapertura dei comitati di Pisa, Genova e Savona e il nuovo consiglio direttivo di cui, come indicato dal nuovo Statuto, fanno parte i presidenti dei singoli comitati, che indipendentemente dalla dimensione e dal numero di volontari hanno lo stesso peso nelle votazioni. Tutti devono sentire il dovere di parteciparvi e di collaborare direttamente con la presidente e il comitato di presidenza nazionale alla vita dell’associazione».

«C’è un tempo per tutte le cose. E per me questo è il tempo delle dimissioni da presidente nazionale».  Così, con estrema semplicità, Emma Cavallaro ha annunciato le sue dimissioni, aggiungendo: «Chi ha fatto del servizio una scelta di vita non deve pensare che lasciare una responsabilità sia la fine del servizio. Dal volontariato non si va mai in pensione».

«Oggi nella nostra Federazione ci sono molte persone giovani e valide che possono e devono assumersi responsabilità dirette: un gruppo di donne e uomini validi con idee magari diverse ma, che si stimano vicendevolmente e vogliono costruire la comunità in amicizia e concordia, aprendo cammini di libertà e resistendo ad ogni tentativo di normalizzazione da parte di quanti vogliono spegnere la profezia. Noi siamo volontari e non funzionari del volontariato».

«La mia presidenza è iniziata dopo che era stata promulgata la legge del volontariato, la 266/91, e termina in un momento in cui è all’attenzione del Senato la revisione della legislazione del Terzo Settore. Non sappiamo esattamente come finirà, ma ciò che ci è sembrato e ci sembra grave è che molti non abbiano capito che è in gioco molto di più di una semplice riforma di legge. Sono in discussione i criteri e i valori fondanti di questo Paese che ha una sua storia ed identità molto precise nelle quali il volontariato è parte integrante. Rischiamo di ritrovarci con un mondo di persone che si sentiranno a posto con la loro coscienza dando per “carità” quello che invece è dovuto per giustizia» ha concluso Emma Cavallaro.

I lavori proseguono sino a domenica; nella giornata di sabato sarà eletta la nuova presidente nazionale.

Paola Scarsi

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