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Riforma del Terzo Settore

È legge il nuovo Servizio Civile Universale, aperto a tutti giovani europei e agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, con modelli più flessibili, più inclusivo e con possibilità di permanenza all’estero.

È legge il primo segmento della riforma del Terzo Settore. È stato approvato dal Consiglio dei ministri, il 10 febbraio scorso, il decreto legislativo che istituisce il Servizio Civile Universale.

Il Forum del Terzo Settore. Ha espresso soddisfazione per questo risultato il Forum nazionale del Terzo Settore, attraverso le parole del portavoce Pietro Barbieri, che non ha dimenticato di sottolineare anche alcune criticità: «La legge, tuttavia, avrebbe potuto incontrare maggiore condivisione da parte del mondo del Terzo settore» ha precisato, lamentando una mancata valorizzazione del Dipartimento Gioventù e SCN e l’assenza di una sede ad hoc per il necessario coordinamento sul tema della riforma.

Le novità. Si tratta di un passo storico, che potrà dare un impulso importante per accelerare l’approvazione degli altri decreti collegati alla riforma del Terzo Settore. Tra le novità più importanti, l’apertura a tutti i giovani cittadini dell’Unione Europea ed anche agli stranieri regolarmente soggiornanti, che intendano svolgere il servizio civile. È introdotto un modello flessibile per lo svolgimento del servizio, della durata di otto-dodici mesi ed è prevista la possibilità di vedersi riconosciute le competenze acquisite durante il periodo di attività. Sarà inoltre agevolata la partecipazione dei giovani con minori opportunità con un meccanismo di premialità a favore degli enti che ne favoriscano l’inserimento. Infine, agli operatori volontari impegnati in interventi da realizzare in Italia, sarà offerta la possibilità di effettuare il servizio in uno dei Paesi dell’Unione Europea per un periodo di tre mesi, per favorire il senso di appartenenza comunitario.

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