acisjf_indagine istat volontariato

Donne e volontariato

Secondo un’indagine Istat, il 45% della popolazione femminile si dedica ad attività di volontariato contro il 55% dell’universo maschile. Le donne non prediligono più gli ambiti sanitari o del sociale e il loro impegno è un’occasione per accrescere le proprie skill personali e professionali.

Quante donne in Italia s’impegnano nel volontariato? Secondo i dati Istat, il 45% della popolazione femminile. Da questo dato è partita la riflessione della tavola rotonda “Esperienze di partecipazione, conciliazione ed empowerment” promossa dal Centro Servizi per il Volontariato della Città Metropolitana di Milano, lo scorso 21 marzo.

I dati dell’indagine

Secondo l’indagine dell’Istituto Nazionale di Statistica, condotta su un campione nazionale di oltre quarantamila individui di età superiore ai 14 anni, la rappresentanza femminile nel mondo del volontariato delle donne è ferma al 45% contro il 55% della controparte maschile. Una proporzione ribaltata invece nelle isole: in Sicilia e in Sardegna, si registra un 55% di quote rose impegnate nel Terzo Settore contro un 45% dell’universo maschile.

La qualità e quantità dell’impegno al femminile

Analizzando attentamente gli esiti della ricerca, si evidenzia una qualità e quantità di impegno diversificato per genere: le donne si dedicano al volontariato per 18,5 ore settimanali in media, contro le 15,4 degli uomini, il 18% in più. Appaiono ribaltati anche i cliché dell’ambito di impegno preferito dal gentil sesso. Le donne sono tradizionalmente associate ai contesti della sanità e del sociale, ma la ricerca svela un accresciuto interesse per le tematiche “civiche” (diritti e cittadinanza attiva, ad esempio). Una tendenza che comunque convive con una netta sovraesposizione nel volontariato a sfondo religioso.

Ai vertici, restano gli uomini

Ai vertici delle organizzazioni di volontariato restano in netta maggioranza gli uomini: il 70% delle posizioni apicali e dirigenziali è ricoperta da maschi. Un bilanciamento si registra soltanto nei ruoli tecnici, di segreteria o contabilità.

Le donne disoccupate, a differenza dei colleghi uomini, sono più propense a spendersi nel volontariato, soprattutto per cogliere occasioni di crescita, per creare nuove possibilità di lavoro o per accrescere le proprie skill personali e professionali.

Related Post
0 Comments