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Riforma: approvati i decreti

Era prevista per il 3 luglio la scadenza per l’approvazione degli ultimi tre decreti legislativi relativi alla riforma del Terzo Settore. Invece, i testi sono stati licenziati cinque giorni prima: si tratta dei decreti sul codice del Terzo Settore, sull’impresa sociale e sulla nuova disciplina del cinque per mille. Ma prima che gli effetti della riforma siano tangibili, bisognerà aspettare decine di decreti ministeriali e di scadenze.

In conferenza stampa, il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, accompagnato dal sottosegretario Luigi Bobba, ha presentato i punti fondamentali della rivoluzione copernicana che investirà 300 mila associazioni, 1 milione di lavoratori e oltre 5 milioni di volontari.

«Per la prima volta abbiamo una definizione di cos’è il Terzo Settore – ha affermato il ministro Poletti –. Fino ad ora era solo una formula sociologica descrittiva. Ora è riconosciuto dalla legge: l’architrave di questa regolamentazione è in un unico registro del Terzo Settore. Fino ad oggi ce n’erano tanti, la situazione non era trasparente, qualche volta era anche opaca. Da quando sarà avviato il registro ci sarà un unico punto di riferimento, gestito dalle regioni su un’unica piattaforma nazionale. Questo significa più trasparenza e informazioni più ricorrenti. E per le istituzioni una migliore conoscenza dei soggetti a cui si erogano i fondi».

Il sottosegretario Bobba ha spiegato che la legge «ha una dotazione di 190 milioni di euro che nei diversi decreti sono stati per il 60% dedicati agli incentivi di carattere fiscale. Per le organizzazioni di volontariato, ad esempio, per ogni 100 euro di donazione, fiscalmente ne ritorneranno 35».

Impresa sociale

Riguardo il controverso decreto sull’impresa sociale, Bobba ha presentato i quattro punti salienti: ampliamento dei campi di attività; la possibilità di fare una parziale ridistribuzione degli utili; l’entrata nella governance delle imprese sociali, seppure in quota minoritaria, anche di soggetti profit e di enti pubblici; nuovi incentivi fiscali per le aziende ad investire nelle imprese sociali.

5 per mille

Infine, la nuova disciplina del 5 per mille prevede un meccanismo di erogazione più rapido, che dovrebbe abbattere la media dei due anni attualmente previsti per la liquidazione, garantendo un meccanismo di trasparenza.

 

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