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Violenza in rete

Le donne sono le principali vittime dell’odio sui social network. Se ne discuterà a Rimini, il prossimo 13 e 14 ottobre, in occasione del convegno internazionale promosso dal Centro Studi Erickson.

Sono le donne le principali vittime della violenza e dell’odio sui social network. A rilevarlo i dati delle Mappe dell’intolleranza di Vox – Osservatorio italiano sui diritti, confermati dalla relazione finale della Commissione su intolleranza, xenofobia, razzismo e fenomeni di odio istituita nel maggio 2016 presso la Camera dei deputati, intitolata alla memoria della parlamentare inglese Jo Cox. Questo il tema al centro del prossimo convegno internazionale del Centro Studi Erickson, che si svolgerà a Rimini, il 13 e 14 ottobre.

I dati

Twitter è la piattaforma che diffonde maggiormente contenuti di odio nei confronti delle donne: oltre 1 miliardo di tweet sessisti (su un campione di 2 miliardi complessivi). In 140 caratteri si annidano i messaggi più violenti verso l’universo femminile. Milano con 8.134 tweet sessisti e Roma con 8.361, in testa alla classifica delle città più intolleranti.

Grooming, sexting e revenge porn sono altre insidiose trappole: a farne le spese sono in prevalenza le ragazze. Con il sexting – invio di immagini connotate sessualmente tramite cellulare o internet – ex partner o compagni entrano in possesso di video o immagini intime e private, da pubblicare al termine di una relazione a scopo di vendetta.

Anche questi aspetti, dai risvolti giurisprudenziali controversi, saranno affrontati nella due giorni riminese. Si inizierà con la plenaria “Prima di tutto riconoscerla: la violenza di genere comincia dalle parole che usiamo”, alle ore 9.00 con Monica Lanfraco. Alle 16.00 si unirà la voce di Nadia Somma per la sessione dal titolo “La violenza contro le donne nei media. Strumenti per una comunicazione non sessista”. Chiuderanno i lavori, il 14 ottobre alle 11.00, Elisabetta Kolar e Natalina Folla con la relazione su “Grooming, cyberstalking e revenge porn. Se i social media diventano una minaccia”.

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