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Dove casa è emergenza

Il lavoro dell’associazione all’interno del progetto Ampliacasa, in una realtà dove la casa è un’emergenza.

L’Acisjf a Messina è una realtà giovane: l’associazione è nata infatti nel 2015, grazie al progetto Ampliarete, che aveva l’obiettivo di far crescere il volontariato nelle regioni meridionali. Ora il nuovo progetto, Ampliacasahttp://www.acisjf.it/2017/06/06/ampliacasa/, finanziato come il precedente da Fondazione con il Sud, aprirà una fase di crescita e di nuova progettualità.

«Siamo una piccola associazione di volontari con esperienze di impegno in diverse realtà, ma abbiamo deciso di metterci assieme per portare anche qui in Sicilia la mission di Acisjf», racconta la presidente Lidia Beninati. «In un primo momento, quindi, ci siamo dedicati a conoscere meglio la storia e la missione di Acisf, poi abbiamo organizzato una serie di incontri con altre associazioni per conoscerle e farci conoscere e alcuni eventi di promozione del volontariato e dell’agire sociale».

Ora Acisjf Terra Solidale (insieme ad Acisjf Cagliari e Acisjf Fata Morgana di Reggio Calabria) è uno dei tre partner al centro del progetto Amplicasa, che ha l’obiettivo di sperimentare e avviare forme innovative di accoglienza delle persone fragili, in particolare attraverso il cohousing. «A Messina c’è una grande emergenza abitativa», spiega Beninati. «Ci sono zone con strutture fatiscenti, che forse sarebbe meglio definire baracche. Alcune sono nate dopo il terremoto del 1908, e ancora esistono e sono abitate, a volte anche sovraffollate». Si tratta soprattutto di italiani e in misura molto minore di immigrati, ormai radicati, con seconde generazioni nate qui.

«Noi puntiamo a sensibilizzare le coscienze e anche a stimolare la partecipazione attiva attorno a questo problema», continua Beninati. «A Messina c’è una realtà di associazionismo molto ricca, e ci sono anche diverse esperienze di cohousing. Ma è una realtà frammentata: ogni associazione e ogni cooperativa ha una propria missione e un propria utenza. È importante mettersi in rete, anche per capire dove sono i “buchi”, gli spazi vuoti: è lì che dobbiamo agire. Per questo i nostri primi obiettivi sono quelli di formarci, da una parte, e di cominciare a costruire una rete, dall’altra: sono i presupposti per potere, in futuro, entrare veramente in campo. Il nostro sogno è di trovare una struttura nella quale realizzare un’esperienza innovativa di cohousing».

Acisjf Messina sta quindi seguendo gli step previsti dal progetto. A fine giugno c’è stata una prima presentazione di Ampliacasa con alcune associazioni, mentre a fine settembre si terrà un incontro pubblico più allargato, coinvolgendo tutti coloro che sul territorio si occupano di accoglienza.

E intanto si lavora sulla rete, con pazienza. «In teoria tutti ne condividono la necessità e sono disponibili, ma quando bisogna passare ad atti concreti, ci si scontra con la mancanza di tempo, con la differenza delle mission, con le priorità della propria associazione. Non è cattiva volontà: sono difficoltà oggettive. La mia esperienza però è che, se si creano occasioni vere, questi problemi si superano, perché tutti sappiamo che, di fronte a problemi comuni, è meglio unire le forze».

Il fatto di stare dentro un progetto come Ampliaca è uno stimolo, «e ci auguriamo che anche con l’aiuto di Acisjf Nazionale questa sia l’occasione giusta per concretizzare qualche cosa di significativo anche a Messina», conclude la presidente.

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