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Abitare sociale, nuova sfida in Calabria

Sono una decina le realtà che partecipano al percorso sull’housing sociale all’interno del progetto Ampliacasa.

20170720_182708Anche nel territorio di Reggio Calabria, come nel resto del Paese, le proposte di “abitare sociale” sono insufficienti e frammentate, spesso connotate da spontaneità e quindi dalla difficoltà a ragionare in un’ottica di rete, di miglioramento e di innovazione sociale. Partendo dal bisogno abitativo di donne che escono da strutture protette, l’associazione Acisjf Fata Morgana si propone di avviare forme “leggere” di accoglienza, che puntino all’empowerment ed allo sviluppo dell’autonomia, in un’ottica di mutuo aiuto e di compartecipazione, per aiutarle a conquistare la piena autonomia. Per questo ha dato il via ad una serie di incontri itineranti di rete, coinvolgendo una pluralità di soggetti, nella convinzione che solo unendo le idee e le risorse sia possibile dare una risposta alle persistenti emergenze abitative del contesto sociale locale.

«La rete», afferma la presidente di Acisjf Fata Morgana Marisa Meduri, «si propone di individuare possibili soluzioni di housing sociale, per rispondere in modo più adeguato ai singoli bisogni, con particolare attenzione alla qualità della “presa in carico” dell’ospite, che deve garantire in modo efficace e integrato il raggiungimento della sua autonomia abitativa, con programmi di accompagnamento individuale e di reinserimento sociale».

Acisjf Fata Morgana è un’associazione nata a Reggio Calabria nel 2015 per sostenere giovani e donne in stato di disagio, e che fa parte dell’omonima federazione internazionale. Questa iniziativa si inquadra nel Progetto “Ampliacasa”, ideato da Acisjf Federazione nazionale e sostenuto da Fondazione Con il Sud, proprio per ripensare il sistema dell’abitare socialeIl progetto coinvolge  in particolare le Regioni Sardegna (grazie a Acisjf Cagliari), Sicilia (grazie a Acisjf Messina Terra Solidale) e Calabria. Il problema di trovare forme nuove e sostenibili di abitare sociale esiste anche in altri territori, comprese le regioni del Nord Italia, in cui l’Acisjf, pur disponendo in forma stabile di alloggi propri destinati all’accoglienza, incontra grandi difficoltà a introdurre progetti di miglioramento organizzativo e di innovazione delle strategie e degli strumenti operativi. Il lavoro fatto all’interno di Ampliacasa, quindi, fornirà materiali di confronto e di riflessione anche alle altre regioni, con le quali è già aperto il confronto.

Le associazioni del territorio hanno risposto con interesse all’appello di Acisjf Fata Morgana: stanno infatti partecipando al percorso la Caritas, la Parrocchia Cannavò con l’Emporio solidale, l’Associazione Italiana Persone Down (AIPD), l’Associazione Famiglie Confederazione Italiana (AFI), l’Associazione Famiglie Disabili (AFD), l’Associazione Zedakà, l’Associazione Abaki, il Centro di ascolto di Arghillà, l’“Unione Superiore Maggiori Italiane” (Usmi) diocesana ed il Centro diocesano di ascolto per i migranti, gestito dalle suore scalabriniane, che ospiterà il prossimo incontro di rete programmato nel mese di novembre.

Gli incontri sono comunque aperti ad altre realtà associative che si riconoscono nelle finalità perseguite e che intendono fornire il proprio contributo e la propria esperienza per sostenere le donne in difficoltà nel loro percorso di autonomia.

Rossella Pandolfino

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