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‘Spazzacorrotti’ al vaglio

In corso l’incontro tra il Forum Nazionale del Terzo Settore e il ministro Bonafede per i possibili effetti negativi della legge “spazzacorrotti” sul mondo del volontariato.

È sotto accusa il comma della nuova legge cosiddetta “spazzacorrotti” che equipara ai partiti politici «… le fondazioni, le associazioni, i comitati i cui organi direttivi siano composti in tutto o in parte da persone che siano o siano state, nei dieci anni precedenti, membri del Parlamento nazionale o europeo o di assemblee elettive regionali o locali, ovvero che abbiano ricoperto nei dieci anni precedenti incarichi di governo al livello nazionale, regionale e locale».

Secondo Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore: «Sarebbe un ulteriore aggravio burocratico con costi economici difficilmente sostenibili per molte realtà – e prosegue in una nota – lo slancio civico di milioni di persone va sostenuto, non mortificato. Trasparenza e legalità sono una sfida che il Terzo settore italiano ha già accolto con gli strumenti introdotti dal nuovo Codice».

Per Stefano Zamagni, economista e ex presidente dell’Agenzia per il Terzo Settore, si tratta di «una svista, verrà modificata». «È evidente – aggiunge il docente universitario in un’intervista rilasciata a Redattore Sociale – che estendere il divieto agli ultimi dieci anni è un modo per penalizzare il Terzo Settore. Significa sottrarre risorse umane di cui ha bisogno». Del resto, «perché mai un professore universitario può scendere nella competizione elettorale e, una volta terminata la tornata o il mandato, tornare a fare il suo mestiere di prima? Perché lo stesso può fare un magistrato mentre questa norma stabilisce che chi ha fatto un’esperienza politica non può continuare in futuro a lavorare per il bene comune in una cooperativa sociale o in una fondazione?».

 

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