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Regalare l’autonomia

Anche Acisjf Ponte Chiasso ha consegnato la “Valigia della Speranza” ad una giovane accolta in Casa. Servirà a sostenere il suo sogno di conseguire la patente di guida. 

La Valigia della Speranza rappresenta per tutte noi, volontarie e personale educativo, una buonissima opportunità di riflessione, uno spunto per meditare ancora più approfonditamente su come la nostra Casa possa continuare a operare quotidianamente interventi di carità e di sostegno concreto a favore di giovani donne sole o con figli.

La valigia che abbiamo ricevuto evoca il viaggio di tutte le nostre giovani donne, quello materiale ed anche quello più profondo della loro anima. Quando giungono alla Casa della Giovane hanno con sé un bagaglio, una valigia: piccola o grande, vuota o piena, leggera o pesantissima.

All’arrivo una parte del viaggio è finita. La valigia viene posata ed inizia un nuovo cammino: l’inizio della cura del proprio disagio ed il percorso verso la riabilitazione di sé. Un viaggio durante il quale la valigia resta temporaneamente riposta. Si è a casa. La speranza per ogni giovane donna che giunge è sempre la medesima: quella Valigia si muoverà di nuovo, il viaggio riprenderà il suo corso con una nuova o ritrovata consapevolezza di sé e del proprio valore, con nuovi progetti, nuovi sogni e un nuovo inizio.

N. è giunta sedicenne presso la nostra Casa con la mamma e con i suoi due fratellini più piccoli. L’Italia è stata la meta di un lungo viaggio dallo Sri Lanka. Gravi problemi familiari hanno determinato l’allontanamento della figura paterna dal resto del nucleo e nella sua valigia, tra i suoi effetti personali, abbiamo accolto un’esperienza familiare dolorosa e l’incertezza di vivere in un nuovo luogo dopo diversi trasferimenti.

N. è oggi diciottenne, la maggiore età è un traguardo di cui va estremamente fiera, è una bella ragazza con lunghi capelli neri, solare e spigliata, determinata e ben educata. Frequenta il quarto anno della scuola “Oliver Twist” presso Cometa Formazione a Como per poter diventare un tecnico delle lavorazioni del settore tessile con indirizzo per il settore della moda. Ha una camera indipendente dai suoi fratelli e se ne cura in autonomia.

Non nega mai il suo aiuto alla mamma, che lavora molto per costruire la solidità economica che renderà possibile l’autonomia del nucleo fuori dalla comunità. Collabora nella gestione dei suoi fratellini ed è il loro amorevole riferimento quando la mamma non è in casa. Sta vivendo la sua età con sempre maggiore spensieratezza ed il suo ottimismo rappresenta certamente la sua forza nel ricostruire certezze e punti di riferimento dopo un vissuto doloroso.

Il suo mondo è a Casa, a scuola, in parrocchia, con gli amici. È legata da un sentimento di amore profondo alla madre e ai suoi fratelli di 10 e 4 anni. La figura paterna è ad oggi ancora lontana dalla sua quotidianità. La sua famiglia, ancor prima di giungere presso la nostra Casa, ha potuto contare sull’amore ed il sostegno di volontari attivi anche presso la parrocchia di Ponte Chiasso, con i quali mantiene rapporti di sincero affetto. N. infatti frequenta la parrocchia come la madre e inoltre dedica il suo tempo come volontaria in iniziative di carità e beneficienza promosse in ambito scolastico.

Coltiva relazioni amicali positive e costruttive. In questo momento della sua vita tutto è proiettato verso il futuro: con lo studio potrà avere un lavoro, potrà inserirsi nel mondo adulto. La valigia dell’arrivo, piena di fardelli pesanti, di paure e di eventi ai quali non riusciva a dare una spiegazione di senso, perché alcune cose un senso non lo hanno, con il tempo si è alleggerita ed ora è nel suo armadio, nel disordine colorato e scompigliato della camera di una giovane donna post adolescente.

La stessa valigia lentamente si sta riempiendo di sogni e desideri, progetti. Progetti di realizzazione personale nello studio e nel lavoro, di costruzioni di relazioni positive, serene e durature, di pianificazione delle sue autonomie a sostegno, ove necessario, della mamma e dei suoi fratelli. Progetti di affettività e di famiglia. Ma ogni progetto deve avere un piano di sviluppo, delle tappe ben strutturate.

Le sue idee in questo momento sono chiare: la sua prossima meta, oltre alla promozione scolastica ovviamente, è ottenere la licenza di guida, la tanto desiderata patente. Si è iscritta presso un’agenzia automobilistica di Como e sta frequentando le lezioni in preparazione dell’esame teorico. La mamma ha provveduto a sostenere parte del costo di questo nuovo progetto, N. ha contribuito con la somma ricevuta in dono per il suo diciottesimo compleanno, ma ulteriori spese dovranno essere sostenute per le lezioni pratiche di guida.

La paura di non superare l’esame orale è tanta, così come la preoccupazione di N. di dover aggravare i costi con un’eventuale bocciatura. Ciò che ogni operatrice della nostra Casa auspica e spera è che le giovani donne come N. quotidianamente ritrovino e sperimentino la consapevolezza del proprio valore e ricomincino a sognare per il futuro. La valigia della speranza di N. deve ripartire, deve rimettersi in viaggio e raggiungere luoghi di stabilità e serenità. Lo farà con al suo interno desideri forti, progetti raggiungibili e sostenibili.

La valigia di N. ripartirà dalla Casa della Giovane con obiettivi raggiunti tra cui la patente di guida. L’automobile sarà il progetto successivo. Ben più oneroso. Serve pazienza. Vogliamo sperare che grazie alla cura e al sostegno ricevuto presso la nostra Casa N. possa diventare una donna indipendente e consapevole di sé.

Melina Falsone

presidente Acisjf – Casa della Giovane Irma Meda Ponte Chiasso

 

 

 

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