VATICAN CITY, VATICAN - FEBRUARY 14:  Pope Francis attends a meeting with engaged couples from all over the world gathered today, on the feast of St. Valentine, in St. Peter's Square   on February 14, 2014 in Vatican City, Vatican. During the event, organised by the Pontifical Council for the Family, Pope Francis emphasised that living together is 'an art, a patient, beautiful and fascinating journey' which can be summarized in three words: please, thank you and sorry.  (Photo by Franco Origlia/Getty Images)

Lettera a Papa Francesco

La presidente nazionale dell’Acisjf, Simona Saladini, scrive una lettera aperta a Papa Francesco per esprimere la preoccupazione per il futuro delle scuole paritarie a causa della situazione emergenziale dettata dalla pandemia. 

Caro Papa Francesco,

oggi più che mai in questa domenica del 26 aprile dopo aver vissuto la giornata della liberazione, mi sento di scriverti e di chiederti di essere tutti uniti, noi laici e voi religiosi, voi Chiesa per chiedere a gran voce di aiutare le scuole paritarie cattoliche.

Non mi soffermo sul Coronavirus e cosa è accaduto in questi mesi a tutti noi, quanto la nostra vita sia stata stravolta, forse nel bene e nel male, portandoci a momenti di profonda riflessione e a riscoprire valori persi dal vivere freneticamente le nostre giornate, ma passo subito al tema che mi sta a cuore.

Per comprendere il problema partiamo dai numeri.

In Italia circa 900mila studenti frequentano le oltre 12mila scuole paritarie che svolgono un servizio pubblico e sono inserite nel sistema nazionale d’istruzione in forza della Legge 62/2000 (legge sulla parità scolastica). Stiamo parlando di oltre due milioni di genitori, di 100mila dipendenti e lo Stato continua ad ignorarci.

Secondo le stime più accreditate a livello nazionale circa il 30% di queste realtà non sarà in grado di riaprire a settembre se non si interverrà con forme di aiuto economico.

Un vuoto da colmare se si vuole salvaguardare un patrimonio educativo che è da più parti riconosciuto quale eccellenza.

Senza un intervento specifico, sono circa 300mila gli studenti che dovranno rivolgersi alla Scuola Pubblica Statale e lo Stato dovrà sostenere 2,3 miliardi di euro di spese in più a cui andranno aggiunti i costi degli ammortizzatori sociali per i circa 40mila disoccupati aggiuntivi.

Gli edifici scolastici pubblici non godono purtroppo di buona salute: circa la metà degli impianti non ha un certificato di collaudo statico e di prevenzione anti-incendi, gli immobili necessitano da anni di interventi di manutenzione e non sarebbero in grado di accogliere numeri così importanti di nuovi studenti. Tutto questo a scapito degli studenti e della loro formazione.

Non parliamo poi dei servizi della prima infanzia dove i Comuni sarebbero in grosse difficoltà ad accogliere nelle scuole materne un numero così importante di nuovi iscritti e a garantire il servizio per tutti.

Uno studente della scuola paritaria costa allo Stato 500 euro ogni anno; parallelamente il nostro Paese spende mediamente 8.200 euro per ogni alunno iscritto negli istituti pubblici (fonte Ocse).

Potrei dire vergogna, la legge sulla parità è la 62 del 2000 ad oggi agli obblighi richiesti per ottenere il riconoscimento lo Stato non ha dato il riconoscimento economico.

Le scuole italiane paritarie sono escluse anche dall’accesso ai bandi per i Fondi Europei, questo lo ritengo un diritto violato da ricorrere alla Corte Europea.

Le scuole paritarie sono enti no profit, in questi anni di fronte a uno Stato assente dal punto di vista del giusto riconoscimento economico hanno continuato ad erogare un servizio in forza delle risorse e dei sacrifici dei tanti religiosi, delle tante religiose al quale fa riferimento l’ente di appartenenza.

Il valore culturale e sociale è legato al progetto educativo di ogni Istituto, dove la formazione della persona nella sua totalità è finalizzata a promuovere uomini e donne di buona volontà che siano portatori di valori in ogni luogo in cui presteranno la loro professionalità e il loro vissuto quotidiano. Intere generazioni di bambini e bambine che nel diventare adulti forti dei valori cristiani siano seme di vita nel mondo.

Dietro le parole, troviamo il volto di centinaia di migliaia di alunni e di tante famiglie che con coraggio in forza della libertà educativa hanno scelto di iscrivere i loro figli in una scuola paritaria cattolica.

Ora la sospensione delle lezioni in classe, le difficoltà economiche che si stanno paventando all’orizzonte per tante famiglie dove il lavoro non è più certezza, portano a una richiesta sempre più pressante di riduzione o non pagamento delle rette o contributo di frequenza.

Di fronte a queste richieste c’è la necessità e l’obbligo di continuare a pagare e garantire gli stipendi ai dipendenti, a sostenere tutti i costi fissi a riconoscere i contratti sottoscritti.

Una necessità di mantenere tutti i docenti dalla scuola dell’obbligo in avanti in organico e non in cassa integrazione in forza del fatto che l’annualità scolastica sarà garantita dalla formazione a distanza considerata ormai dai decreti attività ordinaria.

Annualità riconosciuta senza bocciatura o debiti da recuperare a settembre. Questo è un aspetto importante i costi del personale sono pieni non possiamo mettere in cassa integrazione i docenti altrimenti come possiamo riconoscere l’anno agli studenti. Gli ammortizzatori che ci dicono che hanno concesso (FIS E CIG) non possono essere utilizzati per loro, pena il riconoscimento dell’anno scolastico.

Sarà importante nei prossimi giorni e non mesi, altrimenti a settembre tante scuole non apriranno i loro portoni ottenere risposte certe da parte dello Stato, il quale dovrà riconoscere alle famiglie la totale detraibilità fiscale del costo delle rette dei propri figli e l’erogazione di un contributo una tantum alle scuole paritarie a sostegno di tutti i costi per questi 4 mesi.

Il Coronavirus ha interrotto l’iter e tutte le iniziative legate al Patto educativo globale, alla giornata del 14 maggio, non permettiamo che ad un appuntamento così importante soltanto rinviato si arrivi con l’assenza di un numero così importante di Scuole Paritarie Cattoliche vittime inascoltate della pandemia.

Chiedo anche uno sforzo alla Chiesa, quale segnale alle Famiglie che con coraggio scelgono una scuola paritaria cattolica di versare loro un contributo straordinario simbolico quale aiuto per il pagamento delle rette. Sarebbe un gesto inaspettato che dimostrerebbe la vicinanza alle Famiglie nelle parole e nei fatti, un momento forte di condivisione che porterebbe sicuramente a una riflessione profonda anche nel cuore di chi si è allontanato.

Un caro abbraccio Papa Francesco e ….buon lavoro, non da solo ma tutti insieme.

La Presidente nazionale

Simona Saladini

Related Post
0 Comments