Ampliarete

Associazione antica ma con radici gettate nel futuro: Acisjf continua a generare impegno anche in tempi recenti. Promuovere il volontariato nelle regioni del Sud, è stato questo l’obiettivo del progetto Ampliarete, promosso da Acisjf e sostenuto dalla Fondazione Con il Sud. Un’iniziativa per sensibilizzare la formazione di nuovi volontari in Sardegna, Calabria e Sicilia, coinvolgendoli in un processo di lettura dei bisogni e delle risorse disponibili, orientando verso una mission comune.Il progetto ha dato vita a tre nuove associazioni a Messina, Reggio Calabria e Cagliari, fornendo elementi indispensabili per comprendere come avviare un’associazione di volontariato innovativa e di qualità.La fase di affiancamento ha riguardato anche la fase di predisposizione degli statuti delle nuove sedi locali che, pur partendo da linee di principio identiche, sono stati poi adattati alle peculiarità dei vari contesti locali. Nelle tre regioni hanno aderito alle nuove associazioni 30 soci, suddivisi tra soci fondatori e soci non fondatori.

Strategia di incontro

Sono stati realizzati 3 Open Space Tecnology (Ost) o spazio aperto di discussione, uno per regione. L’obiettivo degli incontri è stato quello di offrire un tempo dedicato a scambiarsi idee e opinioni ed un’opportunità di tessere reti di relazioni, costruire legami duraturi tra associazioni, tra volontari e tra persone.

Nell’Ost non ci sono relatori e ha preso il via con il lancio del tema centrale di discussione, elaborato intorno a tre domande:

  • Quali sono i bisogni emergenti dei nostri territori?
  • Quali azioni concrete avviare?
  • Come lavorare insieme per dare risposte?

Un tema concreto e ricco di sfaccettature, rispetto al quale sono stati gli stessi partecipanti ad identificare e discutere, in completa autonomia, gli argomenti ritenuti più opportuni. Una volta definiti gli argomenti, si sono organizzate sessioni parallele di gruppo e progressivamente si è concentrata la discussione su un focus strategico. Nel corso dei 3 open space, a cui hanno preso parte complessivamente 130 partecipanti, sono stati organizzati dagli stessi 11 gruppi di lavoro a Reggio Calabria, 11 a Messina e 9 a Villacidro. Alla fine del lavoro è stato stilato un documento riassuntivo di tutte le proposte elaborate dai gruppi, l’instant report.  Successivamente all’open space, si sono svolti 3 incontri di follow up, uno per regione, aperti a tutti coloro che hanno partecipato alla prima fase.

Metodologia adottata

Gli incontri sono stati facilitati con il Metaplan, una metodologia di partecipazione e facilitazione della discussione di gruppo, basata sulla visualizzazione, utilizzata per affrontare e risolvere, in forma condivisa, specifici problemi. Il Metaplan consente, infatti, di gestire una discussione di gruppo e raccogliere, selezionare e omogeneizzare i diversi contenuti espressi dai partecipanti, evidenziando i diversi punti di vista su un determinato tema, per arrivare ad un’analisi che consideri le affermazioni di tutti e mantenga la ricchezza delle proposte individuali, portando il gruppo verso un risultato operativo. Gli incontri di follow up hanno avuto come obiettivo principale quello di costruire insieme possibili azioni concrete da avviare in rete anche al fine di costituire l’associazione Acisjf in Sardegna e Sicilia e rafforzarla in Calabria.

La fase conclusiva

Finita la fase laboratoriale i partecipanti al progetto si sono confrontati per capire se impegnarsi in un’associazione già esistente o contribuire alla formazione di una nuova aggregazione ispirata ai valori ed alla mission dell’Acisjf nazionale.

Ciascun gruppo, nelle 3 regioni, è partito dalle proposte elaborate nell’ambito del laboratorio e si è “messo in gioco” per scegliere come e dove orientare il proprio agire volontario attraverso momenti di riflessione autoguidata finalizzati a definire insieme, da un lato, come proseguire per concretizzare le proposte emerse nel laboratorio e, dall’altro, se e come fondare un’associazione Acisjf per la realizzazione in rete locale delle proposte.

La naturale prosecuzione del percorso è stata quella di definire un piano di lavoro in rete per rendere operative le ipotesi di intervento progettate. Lavorando insieme all’interno dei gruppi si è delineato immediatamente un nucleo di partecipanti che si sono riconosciuti nei valori diffusi dall’Acisjf e che hanno manifestato la volontà di formalizzare la nascita di una nuova sede locale dell’associazione.


 Il progetto Ampliarete ha dato vita a tre nuove associazioni a Messina, Reggio Calabria e Cagliari, fornendo elementi indispensabili per comprendere come avviare un’associazione di volontariato innovativa e di qualità.


Le linee d’azione

In tutte e tre le regioni i gruppi hanno scelto di costituire un’associazione Acisjf. In Calabria, dove la realtà è già presente, si è scelto di farla rinascere.

Il lavoro si è diversificato nelle tre regioni.

In Calabria si è lavorato su tre ipotesi di intervento:

  • Elaborazione di una proposta progettuale partecipata per l’attivazione di un Help Center presso la Stazione ferroviaria di Reggio Calabria. L’Help Center, concesso da Ferrovie alla Caritas diocesana con l’Acisjf partner è pronto per offrire i servizi progettati.
  • Progettazione di una proposta partecipata di coabitazione intergenerazionale.
  • Ideazione di un progetto partecipato detto “Casa della Carrubara” pensato per promuovere l’autonomia abitativa e l’integrazione sociale di persone in difficoltà attraverso reti di solidarietà familiare. Il progetto è stato presentato nel settembre 2014 come manifestazione di interesse alla Regione Calabria.

In Sicilia si è lavorato su due ipotesi di intervento:

  • Donne di periferia in situazione di disagio. La nascente Acisjf di Messina si prefigge di intervenire soprattutto in un’ottica di prevenzione attraverso sportelli di ascolto e intervento all’interno di scuole situate in zone individuate dal progetto.
  • Giovani in situazione di fragilità, che al compimento del 18esimo anno di età escono dal circuito di sostegno e protezione. L’Acisjf Messina si occuperà di loro con strumenti come l’orientamento professionale e servizi atti ad introdurli nel circuito lavorativo.

In Sardegna si è lavorato su due ipotesi di intervento:

  • Elaborazione di una proposta partecipata per creare una struttura che accolga madri detenute con figli sotto i tre anni per scontare una pena alternativa al carcere.
  • Attivazione di uno sportello di ascolto rivolto a madri in difficoltà dopo la nascita di un figlio o nei periodi più critici in cui esercita il ruolo di madre.