Arresti domiciliari

Arresti domiciliari

Nel 2002, mentre preparavamo le celebrazioni del centenario dell’Acisjf, è arrivata alla nostra sede nazionale una lettera di una giovane di Santo Domingo che si trovava in carcere a Civitavecchia perché aveva trasportato droga ed era stata arrestata all’aeroporto di Fiumicino (Roma).


Dal 2002 ad oggi sono 12 le giovani che hanno trascorso nella casa di Roma gli arresti domiciliari


Aveva ottenuto per buona condotta la possibilità di passare agli arresti domiciliari e qualcuno le aveva suggerito di scrivere alla nostra associazione. Dopo lunga riflessione, abbiamo deciso di accoglierla nella nostra casa di Roma. È arrivata tra noi alla vigilia di Natale ed è rimasta con noi due anni per poi rientrare nella sua famiglia e nella sua casa. Dopo di lei altre 12 giovani hanno trascorso nella nostra casa gli arresti domiciliari. Si tratta di giovani che nel loro Paese vengono avvicinate con la proposta di portare un piccolo pacchetto in Italia. Viene loro pagato il viaggio, con l’aggiunta, talvolta, di una modesta somma. Al momento del loro arrivo a Roma una soffiata richiama l’attenzione della polizia, mentre un carico più consistente passa inosservato. La legge Bossi-Fini ha tenuto in carcere per diversi anni molte di queste giovani. Le abbiamo aiutate a imparare bene la lingua italiana e molte hanno appreso un lavoro per potersi poi reintegrare nel Paese d’origine. Quasi tutte le ragazze hanno fatto un percorso positivo anche a livello umano e spirituale.

Il servizio di accoglienza per chi è agli arresti domiciliari è attivo nella città di Roma.

Assignation a résidence

En 2002, pendant les préparatifs des célébrations pour le centenaire de l’Acisjf, nous avons reçu une lettre d’une jeune fille de République Dominicaine qui était incarcérée à Civitavecchia après avoir été interpellée à l’aéroport de Fiumicino (Rome) en possession de drogue.

Elle avait obtenu pour bonne conduite la possibilité d’être placée en résidence surveillée et quelqu’un lui avait suggéré de s’adresser à notre association. Après une longue réflexion, nous avons décidé de l’accueillir dans notre foyer de Rome. Elle est arrivée chez nous à la veille de Noël et elle est restée deux ans  au terme desquels elle est rentrée dans son pays et dans sa famille. Après elle 12 jeunes filles ont séjourné chez nous en résidence surveillée. Il s’agit de jeunes filles qui dans leur pays sont contactées pour transporter un petit paquet en Italie ou dans un autre pays européen. On leur paye le voyage et un petit salaire. Quand elles arrivent ou transitent à Rome elles sont interpellées suite à une diversion qui éveille l’attention de la police tandis qu’un chargement plus important passe inaperçu.  La loi Bossi-Fini a pendant longtemps gardé ces jeunes filles en prison. Dans nos foyers nous les aidons à apprendre l’italien et certaines d’entre elles ont appris un métier afin de pouvoir se réintégrer dans leur pays d’origine. Presque toutes les jeunes filles ont fait un parcours positif aussi bien au niveau humain que spirituel.