Storia

 

1897: l’Associazione Cattolica Internazionale al Servizio della Giovane (Acisjf) nasce a Friburgo, in Svizzera, con il nome di “Opera Cattolica Italiana della Protezione della Giovane”.

1902: in Italia viene trapiantata a Torino da persone dell’ambiente cattolico, aristocratico, borghese e culturale della città d’inizio secolo. Nasce come associazione cattolica femminile e internazionale di volontariato.

La lotta contro la “tratta delle bianche” è la motivazione che dà impulso alla sua nascita. Contemporaneamente, ci si pone l’obiettivo di offrire alle giovani, che – per i motivi più diversi – si trovano lontane o prive dell’ambiente familiare, uno spazio e dei rapporti per favorire la loro crescita umana e spirituale e lo sviluppo socio-culturale, assistendole nei loro diversi bisogni. L’associazione vuole essere dall’inizio, con determinazione e concretezza, uno spazio di famiglia per tutte le giovani alle quali non è data la possibilità di goderne e per questo mette in opera numerosi servizi a “tutela e difesa” delle giovani.

All’origine il Santo Padre Leone XIII affida l’associazione a una Patrona speciale: Nostra Signora del Buon Consiglio e autorizza l’Acisjf a prendere come emblema i colori pontifici: il bianco e il giallo. Ancora oggi, questi sono i colori di cui l’Acisjf si fregia sapendo di avere ricevuto un privilegio e insieme una responsabilità.

Una particolare attenzione viene data dal principio alle ragazze costrette a viaggiare: questo porta a specializzare l’assistenza nelle stazioni creando uffici aperti 24 ore su 24.

1914: previa inchiesta, inizia l’assistenza alle mondariso, svolta soprattutto dai comitati di Novara, Mantova, Piacenza, Vercelli, Casale e Milano e, dopo la guerra, in collaborazione con il Comitato di Emigrazione e Lavoro.

1915/1920: l’associazione svolge la sua attività soprattutto in funzione delle situazioni sorte durante la guerra. Si amplia l’opera di assistenza nelle stazioni e inizia quella nei porti: Genova, Napoli e Civitavecchia.

1927: si celebra il 25esimo anniversario della fondazione con un convegno nazionale a Torino in cui si decide di trasferire la sede nazionale a Roma. A Genova viene curata l’assistenza al personale marittimo in sosta. Successivamente si dà vita a un’associazione specifica: “Apostolatus Maris”.


All’origine il Santo Padre Leone XIII autorizza l’Acisjf a prendere come emblema i colori pontifici: il bianco e il giallo. Ancora oggi, questi sono i colori di cui l’associazione si fregia.


1945: l’associazione in tutta Italia si trova a vivere grandi mutamenti soprattutto negli anni successivi al termine della seconda guerra mondiale e questo si rispecchia nelle attenzioni culturali che danno vita a nuovi servizi e nelle trasformazioni di quelli già esistenti. Il mutamento della condizione femminile incide sull’associazione in duplice maniera: da una parte perché nuovi bisogni e nuove attese delle giovani si affacciano e dall’altra perché una nuova coscienza delle responsabili apre prospettive nuove e più ampie. L’associazione così si impegna nei confronti di alcune leggi: il diritto delle donne al voto, l’eliminazione delle case chiuse, l’apertura di tutte le carriere alle donne, l’adozione.

2002: l’associazione celebra a Roma il centenario della fondazione e il cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), sottolinea come l’ispirazione iniziale non si sia mai esaurita nei 100 anni di vita e di servizio ma anzi «ha saputo, attraverso tante persone capaci e ricche di fede cristiana, rinnovarsi rispondendo via via ai bisogni che sono sorti nella società. […]

Avete saputo modificare strutture e servizi, avete dato vita a realtà che poi sono divenute associazioni specifiche, avete intensificato rapporti e incontri. Avete sempre operato con attenzione e rispetto delle realtà esistenti, avete cercato di capire prima di agire, avete utilizzato i metodi di indagine culturale anche quando questi non erano certo alla moda. Avete saputo vivere con intelligenza ricca di fede la trasformazione della condizione femminile. Avete accolto i nuovi bisogni e le nuove attese delle giovani e avete rinnovato la coscienza delle responsabili aprendo prospettive nuove e più ampie».

Oggi: l’associazione si articola a livello nazionale e locale ed è inserita nelle diverse Chiese particolari e negli organismi diocesani. L’assistente nazionale è nominato dalla CEI, che approva anche lo Statuto dell’associazione, mentre gli assistenti locali sono nominati dai rispettivi Vescovi.